Lipofilling e ringiovanimento del volto.

A cura della Dr.ssa Rossella Sferrazza

Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica

I fillers a base di acido ialuronico sono utilizzati da anni in medicina estetica per riempire depressioni, solchi e rughe del volto. Il trattamento a base di acido ialuronico dura pochi minuti, è sicuro e dà risultati immediati. Purtroppo però, poiché tali fillers sono completamente riassorbibili da parte del nostro organismo, l’effetto non è duraturo e, nei migliori dei casi, permane per 6-8 mesi svanendo progressivamente.

Il lipofilling, tecnica tradizionale di chirurgia plastica, prevede il prelievo di piccole quantità di tessuto adiposo da regioni come i fianchi o l’addome, dove di solito è più rappresentato. Il lipoaspirato ottenuto è poi centrifugato e impiantato nelle sedi  da trattare grazie ad una sottile cannula del calibro di 2 mm, che non lascia traccia. La procedura si esegue in ambulatorio in anestesia locale o al massimo con minima sedazione.

Ma cosa produce questo tessuto adiposo?

Il tessuto adiposo, di cui normalmente ci vogliamo sbarazzare, è in realtà un tessuto ricchissimo in cellule, alcune delle quali hanno capacità differenziativa a seconda della sede in cui vanno ad impiantarsi. Analisi di campioni di lipoaspirato hanno dimostrato la presenza di cellule endoteliali, leucociti ed altri elementi cellulari, definiti complessivamente Stromal Vascular Factor (SVF). Studi sperimentali hanno inoltre dimostrato la capacità differenziativa di tali cellule verso i fibroblasti , che sono i principali componenti della cute e produttori di acido ialuronico, e cellule endoteliali, che compongono i vasi sanguigni.  Il processo infiammatorio localizzato conseguente al lipofilling stimola i leucociti a produrre fattori di crescita (VEGF, IGF) ed induce così la nascita di nuovi fibroblasti.

In altre parole l’impianto di tessuto adiposo nel volto ha due scopi principali: il primo è il riempimento volumetrico di aree depresse, solchi e rughe come un filler “naturale”(quindi è  indicato anche nelle pazienti allergiche), l’altro è la stimolazione della neogenesi di fibroblasti capaci di rilasciare elastina, collagene e acido ialuronico (biostimolazione). E’ cioè una trattamento capace di agire sui contorni e i volumi del volto e  nello stesso tempo di migliorare l’aspetto della cute, prevenendone l’assottigliamento e l’invecchiamento.  Infine offre il vantaggio di dare un risultato stabile e duraturo nel tempo, senza necessità di essere ripetuto nel tempo.  Tra le applicazioni principali troviamo il riempimento dell’orbita inferiore (occhiaie), la correzione dei solchi nasogenieni, la ridefinizione degli zigomi e l’aumento delle labbra. In generale può essere usato per  “rimpolpare” un volto che, a causa del normale processo di invecchiamento che comporta la ptosi dei tessuti, appare scavato e assottigliato.

Recenti studi ed applicazioni hanno inoltre dimostrato l’utilità di tale trattamento nel migliorare la qualità della cute a livello del volto (regione periorale soprattutto)  in pazienti affette da sclerodermia sistemica o da altre patologie della cute caratterizzate da atrofia e scarsa elasticità e tendenza all’ulcerazione, senza causare una recrudescenza della malattia.

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